Racconti dei volontari

13/02/2017

Pasquale e le casette della rinascita

Pasquale e le casette della rinascita

“Non potevo starmene con le mani in mano” dice Pasquale, e in quella scelta, che segna un prima e un dopo, si concentrano tre anni di visi di bambini e di genitori, con le loro vicende. Che iniziano dalla cassa di un ristorante. Lui è Pasquale, non è un volontario come gli altri, è il manager di un McDonald’s, quello di Roma Casilina: “Ci lavoro da 18 anni, ma il vero cambiamento è stato quando l’azienda mi ha affidato il ruolo da manager.” E lì, fra le cose che scopre ci sono le casettine trasparenti: “Quelle davanti alle casse con su scritto Fondazione Ronald. Mi sembrava tutto misterioso. Fino a che non ho avuto il piacere di conoscere dal vivo quel luogo: e no, non potevo restare a guardare” ricorda “Ora sono più di 3 anni che frequento Casa Ronald Roma Palidoro.” Quello che stupisce ancora oggi Pasquale, in Casa Ronald, è il senso di familiarità: “Appena entri i bimbi ti rendono partecipe dei loro giochi e il personale ti fa sentire dei loro. Senti calore e coinvolgimento, in un attimo ti senti bene.” Sensazione che porta a rimboccarsi le maniche: “A Natale con gli staff di altri ristoranti abbiamo portato i regali ai bimbi ospiti in casa”. Visi, persone, storie, ed è tutto riassunto lì, in quelle piccole casette trasparenti vicino alle casse, che ricordano le vere Case, la volontà e la speranza di farcela perché da questa casa si può ripartire. “Se devo dire cos’è per me, Casa Ronald è rinascita!”Partiamo anche noi, come Pasquale, dalle casette solidali: ricordiamoci quando possibile di lasciare lì dentro il resto, anche un piccolo resto, e contribuiremo a rendere ogni Casa Ronald una casa di rinascita.

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