Storie delle famiglie

15/03/2019

La zia di Casa Ronald Brescia

L’inizio di tutto

Quando a due anni la mia nipotina Carmela ha manifestato i primi sintomi, io e mia sorella Lucia non capivamo cosa le stesse accadendo. Ci dicevano solo di aspettare l’esito degli esami, ma il tempo passava e dall’ospedale quella diagnosi non voleva proprio arrivare. Poi arrivò, ci dissero che Carmela aveva una malattia rarissima che anche oggi la costringe a lunghi periodi di osservazione. Fummo costrette a lasciare Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, per curarla agli Spedali Civili di Brescia.

Scoprire Casa Ronald

Mia sorella è una madre fantastica con una figlia stupenda. Le ho seguite per la prima visita a Brescia di 15 anni fa e continuo a farlo anche adesso. Pensate, ai tempi Casa Ronald non era neanche attiva! Noi partivamo da Salerno e facevamo un lungo viaggio senza sapere per quanto tempo ci saremmo dovute fermare. Non ci importava, ci facevamo compagnia, pronte a rifare i bagagli e a ritornare a casa ogni volta che Carmela veniva dimessa. Immaginate la nostra felicità quando abbiamo scoperto che potevamo essere ospitate in una struttura così vicina all’ospedale, ci si è aperto un mondo.

Una forza che nasce dagli altri

In tutti questi anni abbiamo avuto modo di conoscere tantissime famiglie che hanno varcato quella porta. Vedere i loro bimbi prendere confidenza con un ambiente che non è il loro mi ha sempre emozionata. E voglio essere sincera, ne ho approfittato anche un po’, perché avevo modo di stare con loro per poterci giocare e vederli sorridere. Molto spesso i loro genitori avevano bisogno di confidarsi, di aprirsi per condividere i loro momenti difficili. Ricordo che una volta un papà, appena uscito dall’ospedale col suo piccolino, stava fermo di fronte ai fornelli. Era lì, bloccato, non riusciva a cucinare, immobile. Così sono andata da lui e ho cominciato a parlargli e ho visto una nuova luce nei suoi occhi. L’amore che do agli altri mi fa sentire viva, mi dà energia e mi fa venire voglia di continuare a darne di più.

Una porta sempre aperta

Anche se non sono più ospite di Casa Ronald Brescia, ogni occasione è buona per ritornare a fare un saluto, per prendere un caffè o per offrirlo ai nuovi arrivati. Quando i genitori devono fare commissioni fuori Casa, do la mia disponibilità per stare insieme ai loro bimbi. Insomma, continuo ad aiutare come posso anche i membri dello staff soprattutto se hanno bisogno di una mano. Per tutti loro la zia ci sarà sempre.

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